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    • 22 OTT 17
    Dalle incubatrici all’utero artificiale

    Dalle incubatrici all’utero artificiale

    La gravidanza è un momento delicatissimo che possiede meccanismi precisi, riprodurre questi meccanismi non è affatto semplice, eppure esistono molti ricercatori che passo dopo passo si avviano alla sperimentazione di uteri artificiali.

    Partiamo inanzitutto da una sensazionale creazione medica, l’incubatrice. Questa apparecchiatura ha permesso di tenere in vita numerosi bambini nati con 16 o 17 settimane di anticipo, nella gran parte dei casi questi bambini sono cresciuti sani e vegeti, in altri casi hanno riportato delle complicanze a livello polmonare. Problemi polmonari sono legati al fatto che nella placenta il liquido amniotico è presente anche nei polmoni del feto, la respirazione è relegata non a scambi gassosi, ma a scambi liquidi. Tutto ciò ha portato alla spermentazione della ventilazione liquida, il primo esperimento sull’uomo è stato fatto addirttura 20 anni fa e il risultato è stato a dir poco sorprendente, perchè su 13 bambini nati prematuramente ne sono sopravvissuti 7, nessuno di questi ha poi avuto problemi respiratori nella vita.

    L’industria farmaceutica ha prodotto perfluorocarbonati in grado di trasportare molecole di ossigeno in misura di 50 millilitri ogni 100 millilitri di ossigeno, ciò per metterebbe di far espandere lentamente gli alveoli polmonari grazie ad una pressione piuttosto bassa.
    Questo tipo di incubatrice potrebbe un giorno sostituire parte della gravidanza e salvare molte vite.

    Sullo stesso fronte si stanno muovendo dei ricercatori giapponesi che hanno creato delle placente artificiali, contenenti un liquido artificiale con proprietà simili a quelle del liquido amniotico, all’interno di queste placente ci sono dei feti di capra, l’ossigeno arriva al feto tramite un catetere direttamente collegato ai vasi sanguigni del cordone ombelicale.

    Questo tipo di incubatrice potrebbe far sopravvivere bambini fin troppo prematuri ma non al di sotto della ventesima settimana, i vasi del cordone sarebbero infatti troppo piccoli per poter ospitare un catetere.
    E’ ancora tutto da vedere, c’è addirittura chi ha azzardato la creazione di un utero artificiale.

    Presso un’Università di New York sono stati ricreati degli uteri artificiali immersi in una soluzione di ormoni e di nutrienti e vi sono stati inserite delle morule di topo, il topo ha un periodo gestazionale di circa 21giorni ed in questo ambiente i topolini crescevano effettivamente fino al diciassettesimo giorno di gestazione, però arrivati a questo giorno morivano, non si è ben capito perchè, il feto infatti aveva ricreato una rete di vasi sanguigni per potersi tenere in vita. Evidentemente mancano ancora delle sostanze nutritive o qualcosa non è stato calcolato.

    Restando in attesa di altre novità e mettendo da parte il discorso etico, semmai dovesse realizzarsi la possibilità di creare un utero artificiale, questo sarebbe un importante ausilio per scongiurare aborti spontanei in donne che per naturale predisposizione non riescono a portare a termine la gravidanza.

    Fonte: http://www.bioblog.it/2009/01/16/dalle-incubatrici-utero-artificiale/20095917