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    • 19 NOV 17
    33 Settimane Di Gravidanza: Esami, Sintomi e Cambimenti di Mamma e Bambino

    33 Settimane Di Gravidanza: Esami, Sintomi e Cambimenti di Mamma e Bambino

    Avete già vissuto 33 settimane di gravidanza, e finalmente la data del parto ormai è vicina.

    Avrete sempre più voglia di conoscere l’aspetto del vostro bambino e inizierete a chiedervi a chi potrebbe somigliare. La curiosità e l’impazienza aumenteranno nelle ultime settimane di gravidanza (scopri qui le altre), ma cercate di tranquillizzarvi e pensate a riposarvi: avrete bisogno di molte energie nei primi mesi!

    Le settimane che ancora vi separano dal parto vi potrebbero sembrare interminabili. Anziché perdere la calma usate il tempo per stabilire alcuni buoni propositi: anche il parto richiederà tanta energia, quindi ora più che mai avete bisogno di nutrirvi in modo corretto e di riposare il più possibile.

    Se di notte il sonno è continuamente interrotto della necessità di andare in bagno, dalle difficoltà respiratorie o dall’impossibilità di trovare una posizione comoda, provate a compensare con brevi sonnellini durante il giorno.

    La 33 settimana di gravidanza è anche il momento giusto per pensare all’organizzazione familiare che vorrete adottare quando tornerete a lavoro.

    Se optate per una baby sitter, chiedete a parenti od amici che hanno avuto delle bambinaie di passarvi il numero di quelle più fidate. Se abitate lontano dai parenti oggi ci sono molti siti che mettono in contatto baby sitter e mamme, come ad esempio questo.

    Se pensate ad un nido, fissate subito un appuntamento con le educatrici delle strutture più vicine a casa o al lavoro. Anche vedere i locali dove i bambini sono accolti vi aiuterà ad individuare l’istituto più idoneo.

    Ora però torniamo alla trentasettesima settimana di gravidanza e vediamo i cambiamenti più importanti.

    I cambiamenti nel corpo della mamma nella 33 settimane di gravidanza

    A 33 settimane il vostro peso, rispetto all’inizio della gravidanza, sarà incrementato di circa 10 o 13 chili. Non è anomalo nelle gestanti in questa fase della gestazione avere un ombelico lievemente sporgente.

    I disturbi a carico del diaframma, dello stomaco e dell’intestino potrebbero aggravarsi.

    E’ importante mantenere una corretta alimentazione e integrare fibre nella dieta nel caso l’evacuazione risultasse difficile o dolorosa.

    Un disturbo molto frequente in questa fase e anche dopo è, infatti, la fuoriuscita delle emorroidi. In tal caso, informatevi dal medico su quali medicinali potete utilizzare: ci sono infatti molte limitazioni all’uso di farmaci per le donne incinte o che allattano.

    Il picco di ormoni e l’aumento di volume del flusso sanguigno potrebbero rendere le vostre gengive molli e sanguinanti. Anche la salute dei denti pertanto richiede una cura particolare: se non avete tempo di fare una pulizia professionale presso lo studio di un dentista, spazzolateli delicatamente almeno due volte al giorno e usate il filo interdentale.

    Se non lo state già facendo, iniziate ad assumere, sempre dopo consiglio medico, un integratore di calcio, ferro e vitamine: il fabbisogno di oligoelementi aumenta in questa fase della gestazione e la sola alimentazione potrebbe risultare insufficiente.

    Come si sviluppa il feto a 33 settimane di gravidanza

    Il vostro bambino continua a crescere e ad aumentare il suo tessuto adiposo. Adesso pesa circa 2,25 Kg ed è lungo approssimativamente dai 35 ai 40 cm.

    Le sue ossa iniziano ad indurirsi, eccetto quelle del cranio. Le ossa della scatola cranica, infatti, si salderanno parecchio tempo dopo la nascita per consentire alla testa di non subire traumi durante il parto e permettere al cervello di espandersi durante la prima infanzia.

    Talvolta potreste sentire dei movimenti ritmici provenire dalla pancia: avendo iniziato a deglutire, probabilmente si tratta del vostro piccolo che ha il singhiozzo.

    Alla trentatreesima settimana il feto dovrebbe avere ormai assunto la posizione più idonea al parto, vale a dire quella cefalica; se così non fosse il ginecologo potrebbe tentare delle manovre per sollecitare il bambino a mettersi a testa sotto.

    Una pratica che non comporta nessun rischio per la madre e per il bambino, e che in alcuni casi viene consigliata per indurre il feto a girarsi, è quella della moxibustione o moxa. Importata dalla medicina cinese, essa consiste nella stimolazione di un particolare punto della pianta del piede della mamma con un bastoncino di artemisia arroventato.

    Studi hanno evidenziato un’efficacia di questa tecnica pari al 70/80 per cento dei casi.

    Stile di vita ed esami a 33 settimane di gravidanza

    A 33 settimane i vostri movimenti saranno molto difficoltosi e anche allacciarvi le scarpe potrebbe risultarvi impossibile a causa dell’ingombro della pancia.

    Cercate comunque di mantenervi agili facendo qualche esercizio di stretching o delle passeggiate tranquille. Ora più che mai diventa importante ascoltare il vostro corpo.

    Il parto potrebbe avviarsi in qualunque momento. Dolori più forti del normale o la rottura delle acque potrebbero essere i primi sintomi (scopri tutti i sintomi in questo articolo).

    Talvolta può capitare che il sacco amniotico non si laceri intermente ma solo in un piccolo punto, per cui la perdita di liquidi potrebbe non essere così vistosa e confondersi con delle perdite di urina, normali in questa fase della gravidanza.

    Per capire se si tratta di una perdita urinaria o di liquido amniotico, potreste indossare un assorbente e verificare, dopo qualche ora, colore, odore e quantità della perdita.

    Se di colore trasparente, inodore e molto abbondante, potrebbe trattarsi di una rottura prematura delle acque. In tal caso è preferibile consultare il proprio medico.

    Fra gli esami che il tuo ginecologo potrebbe ritenere utili in questa fase della gravidanza ci sono i markers per le epatiti del gruppo A, B e C. Si tratta di prelievi del sangue in cui viene monitorata la presenza di antigeni dei virus dell’epatite.

    Di solito, questi esami si effettuano nel primo trimestre e vengono ripetuti a circa 33 settimane di gravidanza in quanto, in caso di contagio intercorso a quest’epoca gestazionale o prima, le probabilità di trasmissione al nascituro aumentano in modo vertiginoso dato che, al momento del parto, la rottura della placenta espone il bimbo al contatto diretto col sangue della madre.

    Se l’esito fosse positivo, madre e bambino saranno sottoposti a trattamento con immunoglobuline per azzerare il rischio di contagio.

    Per il resto non vi resta che rilassarvi e scoprire cosa succederà a 34 settimane di gravidanza.

    Fonte, https://www.goodbabyfood.it/trentatreesima-settimana-gravidanza-228/2